Garasamento in corso... |
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| "Porta itineris dicitur longissima esse" | |
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Tag sound02 Settembre 2009
Rototraslata. Moto tran tran.Un’asola all’esofago, appena sopra il cardias. Mi squaglio all’idea della tua partenza dai lidi patavini. Lo sapevo che questo mio ritorno su rotaia te lo avrei dedicato, perché in questi giorni la mia attività celebrale ha elevate frequenze e il cuore dopo un po’ mi si intasa. E’ tutta una questione di prendersi cura gli uni degli altri. Alimentare le orecchie con nuovi esaltanti suoni. Alimentare il corpo con budini alla noce moscata, caffè e ananassi. Alimentare i condotti lacrimali con penosi presupposti per il futuro. Alimentare la propria ansia pensando a quello che non c’è. Alimentare la mente con informazioni culturalmente stuzzicanti. Ricomponiti Silvia, non devi metterti a piangere, lo puoi fare dopo schiacciando la faccia addosso al finestrino, impiantando le unghie sulle tue braccia, ora ha bisogno di ridere, di straviarsi perché sei la sua ora di libertà. Passando il dito sulla ghiera e premendo l’album degli Afterhour sapevo d’aiutare l’acidità dei miei succhi gastrici. Stiro le pieghe del tempo come si fa con una stoffa sgualcita, scovando di tanto in tanto un granello di polvere che pizzichi tra pollice e indice, lo stesso granello che si è depositato sui miei occhi. Il pianto è arrivato, quello che secondo una tua puerile convinzione dovrebbe lavar via le preoccupazioni. Non riesco a fermarmi, nemmeno durante le mie meditazioni ferroviarie o la falcata serale, non riesco a pinzare un affanno alla volta per poterlo come minimo somatizzare. Tu che ti preoccupi e questo compatimento quasi mi irrita, io che vorrei sguazzare solitaria in questo oceano di malinconia, ora che non avrei nemmeno voglia di una sfogliatina ripiena di marmellata calda ai frutti di bosco, proprio quella leccornia che fanno dal fornaio vicino casa. Come spiegartelo? - meglio non spiegartelo – Ma così come fa a capire? - non capirà. pazienza.- In questo mio atto egoistico do alla luce tutta la mia non curanza per l’idea di coppia e mi faccio pure un po’ schifo. A posteriori. Mi muovo nella scacchiera dei fallimenti di cuore con proverbiale prevedibilità, ogni mossa è la stessa della partita precedente, in cui però l’AVVERSARIO era l’ennesimo uomo. Con gentilezza hai saputo sviscerarmi e mi sono trovata nuda, ma non perché hai fatto scivolare a terra il vestito di chiffon che indossavo, ma perché ho dovuto parlarti di me. 06 Agosto 2009
Tutto merita una vita. e una morte.E’ una giornata perfetta e io me ne vado in giro in bicicletta. Mi manca l’aria in questo ufficio, nonostante io sia elevata di ben 7 piani ed il mio compagno di banco sia il condizionatore. Avrei voglia di affondare i miei occhi nel mondo oggi, di pedalare senza meta con la mia musica e senza zaino. Si viaggia leggeri. L’attrazione è per me un’arma a doppio taglio, se non la sai gestire con un po’ di criterio e senno-di-poi rischi di farti parecchio male. Passeggiando canticchi la sveglia del mio cellulare. Ancora assonnata mi spalmi la nutella sulle fette biscottate e me le fai trovare belle che pronte sopra la tazza, un sorriso e hai già conquistato la mia giornata. Giocando ci teniamo la mano, segretamente te la immobilizzo sulla mia gamba. E’ fatto apposta e tu lo sai, perché hai usato la stessa identica tecnica sul lungomare. Nessuno si è accorto di nulla, nemmeno noi. Vorrei avere il potere di fermare il tempo e trovarmi ancora a sguazzare con te nell’acqua. Vorrei avere il potere di tornare indietro nel tempo per cancellare quei musi lunghi che non ci hanno fatto apprezzare a pieno la luna. La tua allergia per quegli atteggiamenti ti ha fatto rintanare in camera, come una lumaca importunata, o come quando ti soffochi le orecchie sotto il cuscino per non sentire. Ora che ho la pulce nel cuore trovo difficile estirparla. Hai saputo portarmi nel tuo mondo con gentilezza e me l’hai fatto scoprire paragonandolo al mio. La musica ha sempre fatto da padrona. Ridere fa venire gli addominali. La mia camminata da Massimo Decimo Meridio e la tua forza inaspettata all’incredibile Hulk. La r di Mestre e Manuel Agnelli. L’impanatura con la sabbia e il bacio non dato. La medusa spiaggiata, la stella marina cadente, il bradipo che fa jogging, il gabbiano incatramato. Piano piano tutto sfuma, ma l’assenza di te riempie la mia quotidianità. Quel giorno che suonerai la tromba in spiaggia, ci sarò io in riva al mare ad ascoltarti.
19 Luglio 2009
Le tue dita fredde puntano sul mio cuoreL’ingegneria, si sa, ti porta via. Quindi questo è il mio primo spettacolo subsonico. Affondo le mani nell’armadio e riesumo i miei jeans da concerto, unitile una loro descrizione, basta dire che sarebbe impensabile indossarli per una passeggiata cittadina dato il loro stadio di rottura a livello avanzato. Senza dare nell’occhio li caccio dentro lo zaino: hanno ricevuto già parecchie minacce di morte da parte di mia mamma e questo potrebbe essere il loro colpo di grazia. Lavoro: “relazione tecnica dello stato del luogo”. Devi scrivere. Invece guardo l’ora. Scrivi! Lancetta immobile. Produci delle parole. Concerto-subsonica. Non quelle ebete! Dai dai,meno tre, due uno…l’una! adios!!
04 Febbraio 2009
Non pretendo più di aver ragione se parlo di vestiti e di carezzeL'ho capito che è tutta una questione di tempo. Arrivo al binario della stazione di cambio ed aspetto il mio treno. Sei apparso dinnanzi a me, cogliendomi di sorpresa e levandomi l’ossigeno dal cervello per qualche secondo. Mi sono tolta l’auricolare e ti ho fatto ascoltare quella canzone già iniziata e al culmine della sua bellezza. Era decisamente più eloquente di un “ciao come stai”. | Ombre Saremo due ombre sottili Le verità nascoste KelseyAll'ingegnere è dato di costruire con materiali che nella realtà non si conoscono, con le forme che nella realtà non si possono realizzare, per resistere a delle forze che nella realtà non si possono valutare in modo tale che la gente non possa nella realtà capire.
Amo1. la musica
2. i momenti in preda alla follia totale e quelli di imbarazzo 3. il caffelatte alla mattina 4. prendere e andere via, viaggiare in treno e guidare la macchina 5. il conglomerato bituminoso Odio1. il cinema: la morte delle relazioni sociali
2. il traffico perchè non mi fa ascoltare bene la mia musica 3. la vita di un puntuale: è un inferno di solitudini immeritate 4. questa immigrazione extracomunicante 5. un nano: perche' ha il cuore troppo vicino al buco del culo... Quindici uomini, quindici uomini sulla cassa del morto, quindici uomini e una cassa di rum!TagsLibro sul comodino
Francesco GuicciardiniNostro padre ebbe figliuoli si bene qualificati, che a suo tempo venne da tutti giudicato el più felice padre de Firenze, e nondimeno io considerai molte volte che, calculato tutto, era maggiore el dispiacere che aveva di noi che la consolazione, pensa quello che capita a chi ha figliuoli pazzi, cattivi o sventurati.
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