Garasamento in corso... |
|
| "Porta itineris dicitur longissima esse" | |
|
Tag afterhours03 Luglio 2008
Cerco la mia Varanasi baby.Quando hai 3 anni i genitori ti monitorano perché tu non cada e ti rompa un ginocchio. Quando hai 3 anni i genitori prendono le decisioni per te. Quando hai 3 anni i genitori ti dicono come devi fare le cose. Quando hai 3 anni i genitori ti accompagnano dovunque tu debba andare. Peccato io ne abbia 23.
Rivoglio le mie ali nere e il mio mantello. Maledico il modo in cui sono fatta il mio modo di morire sana e salva dove m’attacco il mio modo vigliacco di restare sperando ci sia QUELLO CHE NON C’E’.
Silvia, cavolo, almeno un lucchetto a quel diario. Certo e perché no anche la cintura di castità, i paraocchi e un apparecchio acustico che filtri ciò che devo sentire? E tappezzarmi di cerotti per ferite che mi potrei fare? Così sì vengo protetta dai mali del mondo.
Ero in biblioteca TIC e TAC che studiavo TIC e TAC e non pensavo TIC e TAC alla prigione TIC e TAC ma un brutto giorno TIC e TAC mio padre TIC e TAC mi portò via TIC e TAC da CASA MIA TIC e TAC
Mi guardo le mani per leggere le pieghe del tempo, per capire quello che sono stata fino ad oggi. Sulla mie labbra i baci dati male e quelli non dati. Sul mio capo la tua mano che mi sposta i capelli sudati. Nella mia coscienza la bilancia del male fatto e di quello che ho ricevuto. Scompare il vento sulle orme dei miei vecchi passi, scompaiono emozioni e gioie, resto sola con me stessa in un mare agitato che arde di fuoco. Rimango sola perché non ho più la mia isola felice. Sono piena di buchi dai quali zampilla acqua, tra poco vado a fondo. Volano fogli a disperdere istinti di varia intensità e nello scorrere delle cose di ogni giorno, emergono nuove notti e qualche raro sorriso legato ai miei ricordi. Prego e bestemmio Ho freddo e poi caldo. Forte e indifesa. Non sono pronta al nulla e nemmeno al distacco.
Siete riusciti a rovinare tutto: il mio sogno di diventare stradina e la mia voglia di scrivere. Non ti permettere di toccare il mio delfino, non ti permettere di sminuirlo, di disprezzarlo, di gettargli sopra del fango sudicio, altrimenti davvero tiro fuori i denti e contate che ne ho uno in più.
Siete visibilmente gelosi dell’affetto che quella famiglia riesce a darmi, gelosi del fatto che preferisca parlare con loro che con voi. Resta con le tue certezze di vita, ma non demolire quelle altrui.
Mi rinfacciate il fatto che non abbia un moroso, dite che è per il mio carattere, che è per questo che ho trattato male Giorgio. “Lui era la persona giusta per te!” sentenziate. Certo avete stabilito ciò facendo un accurato disegno ancestrale. Fisserò le date del matrimonio per maggio 2010 vi va bene o avete impegni?
Chiedo scusa all’archi, sono come l’ortica. So che leggi, o almeno lo spero, quindi te lo scrivo qui. Non è facile perché io non sono facile.
Ho un buco nel cuore. Ho un buco nel mio diario. Ho un buco nella crema catalana. Ho un buco in quel letto che doveva essere accanto al tuo quella sera. Ho un buco perché non posso più fare Bill. Ho un buco con chi brontolare. Ho un buco sulle mie unghie, ancora miracolosamente lunghe. Ho un buco sul carrello: nessuno mi spinge più. Nessuno si gira stupito al supermercato Ho un buco mentre corro, la fauna è rada e di scarsa qualità. Ho un buco sull’orecchio occupato dal delfino. Ho un buco nel vestito che non abbiamo preso da H&M. Ho un buco nel mio biglietto della lotteria, se solo la vincessi non starei qui un attimo in più. Ho un buco nel mio stomaco, non c’è né l’ananas né l’avocado del diavolo.
Non vedo l’ora di riabbracciarti la prossima settimana. Sono contenta che l’ultimo ricordo della 154 sia stato con te, mentre sparavi Kcal a nastro..
Questo è per te…sorridi, questo è per te!
| Ombre Saremo due ombre sottili Le verità nascoste KelseyAll'ingegnere è dato di costruire con materiali che nella realtà non si conoscono, con le forme che nella realtà non si possono realizzare, per resistere a delle forze che nella realtà non si possono valutare in modo tale che la gente non possa nella realtà capire.
Amo1. la musica
2. i momenti in preda alla follia totale e quelli di imbarazzo 3. il caffelatte alla mattina 4. prendere e andere via, viaggiare in treno e guidare la macchina 5. il conglomerato bituminoso Odio1. il cinema: la morte delle relazioni sociali
2. il traffico perchè non mi fa ascoltare bene la mia musica 3. la vita di un puntuale: è un inferno di solitudini immeritate 4. questa immigrazione extracomunicante 5. un nano: perche' ha il cuore troppo vicino al buco del culo... Quindici uomini, quindici uomini sulla cassa del morto, quindici uomini e una cassa di rum!TagsLibro sul comodino
Francesco GuicciardiniNostro padre ebbe figliuoli si bene qualificati, che a suo tempo venne da tutti giudicato el più felice padre de Firenze, e nondimeno io considerai molte volte che, calculato tutto, era maggiore el dispiacere che aveva di noi che la consolazione, pensa quello che capita a chi ha figliuoli pazzi, cattivi o sventurati.
|